Era il 2023 quando, con “NO REGULAR MUSIC”, Sadturs e KIID fotografarono in un album un vero e proprio punto di rottura che si stava andando a manifestare all’interno della scena rap nei mesi precedenti.
Un’ intera struttura capace di accogliere sia gli astri nascenti che si erano delineati nel Player’s Club ’23 di Night Skinny, sia gli artisti già affermati nel panorama. A questi si è aggiunta una cerchia ristretta di nuovi emergenti che, di lì a poco, sarebbero saliti anch’essi alla ribalta.
Un anno dopo, con la sua deluxe, sono passati dallo stare fuori dal cancello a diventare la nuova scena e conquistare l’intera villa.

Oggi quel punto di rottura è diventato uno spaccato sempre più profondo e rilevante, tale da influenzare tutto il sistema. Quel puntino nero che è la nuova generazione è diventato una voragine talmente grande da riuscire a inglobare tutto il resto, asservendo l’intera scena del mainstream alle loro influenze.
A distanza di due anni dal primo disco, Sadturs e KIID ci portano ancora una volta nel loro universo musicale con “NO REGULAR MUSIC 2”: 14 brani in cui i due giovani artisti danno sfoggio del proprio approccio al suono.

Ritornano alcuni dei nomi che hanno reso grande il disco d’esordio del duo come Astro, Tony Boy, Ghali, Artie 5ive, Anna o come Glocky, Faneto, Melons e Rrari Dal Tacco; mentre alcuni dei grandi assenti lasciano spazio a nomi come Simba La Rue, thasup e Shiva oltre ad una folta nuova schiera di emergenti.
Il progetto è lo specchio perfetto di cosa questa nuova scena rappresenta e vuole rappresentare. Dopo esser tornati prepotentemente di moda, i concept album stanno lasciando spazio a una direzione meno costruita, dove a regnare sono caos e istinto. La gente vuole divertirsi: Tyler, The Creator ha ragione su questo.
Nonostante la presenza di molti nomi altisonanti, i veri protagonisti del disco rimangono i due produttori. Le strumentali si prendono la scena e si sposano bene con gli artisti scelti. Ghali fa una performance incredibile, “MANESKIN” è la punta di diamante del disco ed è già una hit per tutti, ma anche “SERVER” con thasup non sfigura.
Poi ci sono i “soliti” con un linguaggio ben codificato, che viene valorizzato grazie a Sadturs e KIID. Come già accadde nel primo volume, rapper come Tony Boy e Astro spiccano sfruttando un terreno fertile per un tipo di musica come la loro. Ma alla fine di tutto, cosa rimane?
Se premi play, devi essere consapevole di cosa stai per ascoltare. Sadturs e KIID fanno i prepotenti e realizzano un disco di soli banger. Ne viene fuori un calderone confusionario di tracce slegate tra loro, ma va bene così. Se cerchi le liriche, hai sbagliato posto.
Al centro di tutto ci sono loro due, Sadturs e KIID, e non è una cosa scontata. Ci sono i riferimenti più disparati, dalla Rage fino al Rap più old school, ma il tutto viene reinterpretato e fatto alla propria maniera.
La sperimentazione e la ricercatezza delle influenze sono il vero cavallo di battaglia con cui i due rendono il progetto così intenso. Lo stesso viene rafforzato anche dall’apporto fondamentale di un plotone di produttori che ben definisce l’intero comparto melodico: beatmakers come FT Kings, Ddusi e Miles, o artisti del calibro di Anyma, membro del duo di musica elettronica Tale of Us, insieme a tanti altri producer emergenti, diventano essenziali per rendere così eterogeneo un prodotto del genere.
Sostanzialmente, “NO REGULAR MUSIC 2” si divide in due parti. Nella prima, ci sono gli artisti più affermati e i brani più potenti del progetto. Il trittico d’apertura composto da “GLORIA“, “FERRARI BIANCA” (che, senza metterci la mano sul fuoco, potrebbe essersi ispirata in piccola parte alla melodia di fondo di “HYFR” di Drake e Lil Wayne), e la già citata “MANESKIN”, è un pugno dritto in faccia.
Poi, continuando, Anna, Glocky, thasup e non solo, fanno da apripista prima di arrivare alla seconda parte, la quale presenta gradualmente al grande pubblico del rap italiano nomi meno noti, ma che dopo questo progetto potrebbero riscuotere maggiore successo. Uno su tutti Lubi, artista emergente che si è fatto notare dai professionisti del settore grazie a “Nobel“, uno dei banger più belli dell’anno.
Ma ora, a distanza di due anni dal primo capitolo, Sadturs e Kiid cosa vogliono rappresentare con “NO REGULAR MUSIC 2”?
La domanda sorge spontanea, dopo tutto ciò che si è raggiunto. Ma soprattutto, si possono ancora definire “irregolari”? La loro ricetta era innovativa e ha accecato lo Stivale come un fulmine a ciel sereno, ma ormai il palato riconosce il gusto. Non c’è ancora saturazione, ma non dovrebbe mancare molto.
L’innovazione rimane, così come lo “scouting“. Quello che si definisce con più chiarezza con questo secondo progetto, almeno nell’idea che dà, è che il concetto di “NO REGULAR” vada oltre il comparto sonoro. È un collettivo dalla porta girevole, un modo di pensare.
“NO REGULAR MUSIC 2” nasce dall’attitudine di due ragazzi che vogliono lasciare ampio spazio alla loro creatività. Ci sono tanti rapper, ma anche tanto spazio all’interno dei vari brani è dedicato alle performance di chi è “alle macchine“.
Spesso chi realizza la strumentale si preoccupa di cucirla ad hoc per chi ci andrà poi a scrivere sopra. Magari è successo anche qui, ma la sensazione è che chi si sia dovuto adeguare in questa circostanza sono stati proprio gli artisti: non è scontato e non accade spesso, ma qui il rapper è al servizio del produttore e non viceversa.
A Sadturs e KIID piace osare, si sente quel pizzico d’incoscienza che è esclusiva dei grandi musicisti. È presto per dire se il disco sia generazionale, in realtà non è fatto per rimanere ma più per carpire il momento.
A essere già considerabile generazionale però è la musica dei due: dietro l’energia di Sadturs e KIID c’è tutta l’irregolarità che mancava in una scena stagnante. Come ogni cosa che si ripete troppo spesso però diventa inflazionata. Quindi sì, adesso il movimento “NO REGULAR”, con i produttori e tutti gli artisti che ci gravitano attorno, è diventato a tutti gli effetti la regolarità.
Si sono inseriti in pianta stabile nella scena, in uno spazio intermedio vacante a metà tra gli emergenti outsider e il mainstream, in una posizione equidistante da entrambi quanto basta per essere punto di riferimento e ispirazione per chi fa parte di entrambe le fasce.
In collaborazione con Modesto De Luca.
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