Cercare l’ordine porta a voler spezzare l’ordine. Una nuova quotidianità rompe quella pregressa, poi tutto torna in ordine. Non siamo mai uguali a ieri e domani non saremo uguali a oggi: vale nella vita di tutti i giorni, così come nella musica. Il rap sta cambiando, e noi con lui.
Ascoltare la stessa musica con gli stessi ritmi, dopo un po’, disorienta. Ti ritrovi a girare su una giostra a lungo, tanto da avere i conati quando si ferma. La fase dell’innamoramento è superata da un pezzo, la razionalizzazione nell’ascolto della musica è un livello nobile, ma se senti di esser rimasto in un circolo vizioso con le stesse formule ripetute all’infinito devi saltare giù dalla giostra. A costo di farti male.
Il love bombing non fa più per noi, giovani adulti che hanno sostenuto l’Hip Hop fino a farlo arrivare qui dov’è oggi. In alcune fasi, per me è questa, serve tornare a nutrirsi con moderazione, un digiuno a intermittenza che può solo far bene a un corpo saturo di tanta, troppa musica (e spesso tutta uguale).
In tutto ciò, cos’è che vale la pena salvare nel mondo del rap? Ci sono azioni che si distinguono, che remano contro la ripetitività e il riciclaggio. Ci sono delle istantanee che risaltano e che contrastano con il disincanto giustificato che un ascoltatore può provare nell’ultimo periodo. Non è Weber, è molto più soggettivo. Vediamone qualcuna assieme:
Geolier e 50 Cent
Un bambino che, una volta diventato adulto, realizza il suo sogno. La collaborazione tra Geolier e 50 Cent è reale, umana, va oltre il giudizio musicale. Gusti a parte, è da sottolineare come “PHANTOM” sia considerabile uno dei punti più alti raggiunti dal rap italiano.
Lontano da ogni retorica, ormai siamo abbastanza maturi da sapere come il rap nostrano abbia un valore reale e calcolabile anche scindendolo da paragoni futili con quello statunitense. 50 Cent è un’icona, ancor di più per Geolier.
“Lui è il mio idolo da sempre, è il motivo per cui ho iniziato a fare musica”, queste le parole rivelate dal rapper di Secondigliano a Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”. Nel disincanto generale, impossibile restare impassibili.
Colors e il progetto “FreshMula”
Non è la prima volta che un rapper italiano performa nello show di “COLORS”, un format con una sua identità precisa che dà spazio e valorizza gli artisti. Era già successo a Nitro, per esempio.
Pochi giorni fa, è stato il turno di FreshMula, rapper italosenegalese classe 1998 che, nel marasma generale, è uno dei pochi ad aver intrapreso una strada minimale, identitaria, che dà speranza per un progetto interessante.
Con l’uscita di “SAMUEL L. JACKSON / diariodibordo”, ormai diversi mesi fa, FreshMula ha attirato l’attenzione su di sé. Forse più all’estero che nello Stivale. Oltremanica è stato anche paragonato a “Tyler, The Creator”.
Paragoni a parte, il nuovo immaginario porta con sé un alone di mistero dal sapore retrò, complice anche l’utilizzo del bianco e nero. Il progetto di FreshMula va seguito, e anche con particolare attenzione.
Il tentativo di redenzione di Kanye West

L’ennesimo egotrip di Kanye West (o Ye, chiamatelo come preferite) è passato un po’ in sordina dalle nostre parti. Ormai è comprensibile, se tiri troppo la corda prima o poi la spezzi. In sostanza, il rapper di Chicago ha recentemente acquistato una pagina sul Wall Street Journal per chiedere scusa a “Those i‘ve hurt”.
Secondo quanto riportato dal noto portale Wired, Kanye tocca i temi dell’antis*mitismo (“Non sono un nazista né un antis*mita. Amo gli ebrei”) e del suo bipolarismo (“Ti acceca, anche se ti convince che hai delle intuizioni […] Ho perso contatto con la realtà. Uno degli aspetti più difficili del bipolarismo di tipo I sono i momenti di disconnessione – molti dei quali non riesco ancora a ricordare – che mi hanno portato a errori di valutazione e un comportamento scellerato che la maggior parte delle volte sembravano delle esperienze extracorporee”).
Kanye ammette di aver vissuto un periodo particolarmente difficile, ma adesso anche grazie alla moglie Bianca Censori sta cercando di uscirne fuori. In conclusione: “Non chiedo compassione o l’indulgenza assoluta, eppure aspiro a guadagnarmi il vostro perdono. Scrivo oggi semplicemente per chiedere pazienza e comprensione mentre ritrovo la mia retta via”.
“E quindi?”, direte voi. Niente. Viene da chiedersi se sia il caso di dargli un’altra chance e credere che, almeno questa volta, sia tutto vero. Le seconde chances vengono date alle ex, agli amici, perché non a Kanye West?
Tra l’altro, ha anche annunciato una data in Italia, il 18 luglio 2026 a Campovolo. Molta gente si è mostrata restìa nel comprare il biglietto, vista la probabilità che possa annullare l’evento come in passato.
Sarà sicuramente un banco di prova per vedere se Yeezy è veramente cambiato. Prima di tutto, però, torni anche a fare musica come davvero ha mostrato di saper fare. Il resto, nel caso, verrà dopo.
Il disco del Danno
Non è mai troppo tardi. Dai retta a Danno, che superata la soglia dei 50 anni ha pubblicato il suo primo disco solista “AKA Danno”.
Poco meno di vent’anni fa c’è stato il progetto Artificial Kid, che volendo poteva quasi esser considerato come tale ma, come ha raccontato nel nostro podcast ZER06 (che ti invitiamo a recuperare), non è proprio la stessa cosa.
Il ritorno di Danno rende questo 2026 un anno bellissimo per il Rap italiano, nonostante siamo solo all’inizio. Il disco è pregno di concetti, è denso, ben prodotto e rappato ancora meglio.
Man mano che scorre esce tutto quanto. Come una bistecca che rilascia il sangue quando viene tagliata. Non è banale, non è relatable, è più difficile farlo così. Solo parole di elogio figlie del primo ascolto, i miei colleghi andranno più a fondo a tempo debito nella recensione.
Il ritorno di A$AP Rocky
Bello, potente, autoritario. A$AP Rocky finalmente è tornato e lo ha fatto in grande stile. Se l’attesa rischia di creare aspettative che difficilmente possano poi tramutarsi in realtà, “Don’t Be Dumb” rappresenta invece uno di quei pochi casi in cui si esce soddisfatti da oltre un’ora di ascolto.
Il disco ha riscosso il successo in linea generale, soprattutto con i consensi. Non importa dei numeri, la percezione è stata più che positiva. E non era scontato, soprattutto considerando il fatto che ormai il nome di A$AP Rocky era ormai più vicino al mondo della moda rispetto a quello della musica.
Poi le storie di Gossip, il rapporto con Rihanna, le sfilate, solo alla fine la musica. Oggi è tornata in primo piano: “Don’t Be Dumb” è uno dei suoi progetti migliori e una delle motivazioni principali per essere felici di rimanere sul pezzo, di tanto in tanto. Questa volta, però, senza i conati.
Nessun commento!