Ogni qualvolta che negli anni è uscito il tema “Gemitaiz“, ho sempre visto fare un distinguo tra i primi quattro volumi di “Quello Che Vi Consiglio” ed i successivi.
Di questi quattro lavori ognuno pensa poi quel che vuole, ma una costante c’è sempre stata: il terzo volume è sempre o il preferito o il peggiore, sempre in cima o in fondo, mai in mezzo agli altri. Si stacca dall’allora tetralogia quasi fosse un intruso, ma cos’ha di diverso “QVC 3” rispetto al vol. 1 o al vol. 2?
Innanzi tutto dentro “QVC 3“ iniziano a diffondersi le tracce prodotte e non “rubate” (il famoso “beat jacking” con cui abbiamo avuto sempre problemi), il producer perde la valenza di featuring rientrando in quello che è il suo ruolo canonico.

Questa scelta se da un lato dà personalità al progetto, dall’altro rende il riascolto a distanza di anni davvero ampolosso, i beat “rubati” avevano un incisività che le produzioni hanno perso sempre di più negli anni. Eccezion fatta per “Nato Estremo“, dove 3D rielabora e riadatta “While My Guitar Whips” dei Beatles.
“Io non sono mai stato uno normale
Gemitaiz – Nato Estremo (Quello che vi consiglio vol. 3, 2012)
Ho sempre avuto problemi a comunicare
Abituato al fatto che tutto va male
Ho trovato la cura giusta per me, frate’
Ma non è colpa mia se sono nato estremo
Non è colpa mia se sono nato estremo
Non è colpa mia se sono nato estremo e non cambierò mai”
Poi iniziano a fare capolino tante facce nuove, su tutte Nayt, ma di questa “Honiro invasion” vi parlerà meglio Simone nel prossimo appuntamento, essendo ancor più evidente in QVC4. Passiamo quindi oltre.
Dai testi emerge un fatalismo disilluso assente dai precedenti progetti, un primo segno di maturità che vuole portare la sfera semantica fuori dai canoni del rap romano in cui Gemitaiz era immerso. Quindi il racconto personale, già molto intimo, diventa personalizzato.
Nonostante nell’intro enunci “un altro tape dove v’assomiglio“, in questo lavoro si perde il personaggio che ha un vissuto sul quale ogni ascoltatore possa specchiarsi e si introduce il personaggio di Gemitaiz, una figura un po’ “bohemien“, sulla quale si può rispecchiare un tipo di pubblico selezionato.
Altro cambiamento è nella sfera sociale d’interesse: si passa da una narrazione di rivalsa musicale, come in “34 Rime” o “Top of the World” ad una rivalsa sociale: Il nemico non sono gli altri rapper o l’industria, è lo stato stesso.
“Non è colpa mia se sono nato così
Gemitaiz – Nato Estremo (Quello che vi consiglio vol. 3, 2012)
Dentro questo stato con i
Criminali presidenti che danno gli abbonamenti per cui hai votato di sì (Frate’)
Io sono giovane, non è compito mio far quadrare i conti
Qui, fanno saltare i ponti e te lo confermano varie fonti”
Quindi un Gemitaiz più impegnato e profondo, mai così ispirato dai cantautori, che propone una versione di sé più “triste”, melanconica, che poteva stranire all’epoca ma che in prospettiva va ad incanalarsi in quello spettro emotivo dell’adolescenza e della post adolescenza che i primi QVC ritraggono così bene.
“Io quando guardo non riesco a vedere il disegno
Gemitaiz – L’ho Scelto feat. NSP (Quello che vi consiglio vol. 3, 2012)
Ti giuro che ci provo davvero, giuro che mi ci impegno
Ma i giorni del futuro sono come stereogrammi
Io trasformo in rime che escono dallo stereo i grammi”
Infatti non c’è un cambiamento effettivo in Gemitaiz, è solo un altro lato fin’ora meno esplorato, ma la radice resta la stessa e già nell’intro ci tiene a ricordarcelo:
“E io non voglio fare forza fino a quando non cedi
Gemitaiz – Intro (Quello che vi consiglio vol. 3, 2012)
Ti voglio dare un consiglio (Ehi), se me lo concedi (Ehi, fra’)
Questa è la parte tre e io sono quello che vedi (Frate’)
Voglio ancora favve muove la testa e sbattere i piedi (Yeah)”
Nessun commento!