“Come si fa a stare insieme?”
Questo che leggi qui sopra è il quesito su cui si fonda tutto “io Individuo”, ultima fatica di nayt. Lo ha affermato lui stesso in un’intervista a Cosmopolitan. Una domanda vastissima, adatta ai nostri tempi in cui siamo tutti iperconnessi ma disconnessi l’uno dall’altro.
Inoltre, ciò che potrebbe fermarvi ad entrare in profondo contatto col progetto, è che l’artista non dà una vera e propria personale risposta. In un’epoca in cui tutti siamo vanamente alla ricerca di una verità, come se ne esistesse una ed una sola inderogabile, la fruizione piena del disco potrebbe risultare ostica. Secondo me nayt ha già portato a casa una vittoria pesantissima con questo presupposto.

Intanto voglio essere onesto con te che mi leggi: “io Individuo” mi ha messo in difficoltà. Era da tempo che non mi capitava di sentirmi così in difetto nel mio lavoro. Perchè nayt mi ha sovrastimolato.
Non ero pronto a tutte le domande che mi ha inevitabilmente lasciato l’ascolto di questo progetto. Ho preferito lasciar entrare piano piano l’io – o meglio i tanti Sé – di nayt nella mia vita di tutti i giorni.
Abbiamo fatto conoscenza.
Perché siamo entrati in contatto mille volte da quando ascolto rap, ma non sono mai stato tanto paziente da dargli il tempo di ascolto sufficiente per comunicarmi con chiarezza. Come accade con quel conoscente che incroci mille volte per via dell’amico dell’amico: ti da buone vibes, riconosci che potrebbe essere simpatico, ma poi ognuno torna nella propria vita senza legarsi. Ecco, io e nayt è come se, grazie a questo disco, avessimo scavalcato gli insulsi “gradi di separazione” che ci dividevano per diventare un contatto diretto dell’altro.
Innanzitutto “io Individuo” è la chiusura di un cerchio artistico per nayt, ma allo stesso tempo un inizio di qualcosa di più grande, confermato dalla partecipazione a Sanremo 2026, prima vera esposizione nazionale per il rapper romano.
Il suo percorso è stato scandito da tanta musica diversa, dal rap più crudo della gioventù ai primi tentativi di cantato in “Un Bacio”, al ritorno famelico nella scena con “Gli occhi della tigre” dove non le manda a dire a nessuno, per poi tornare a una maggiore introspezione e conseguentemente una maggiore quiete nelle ultime uscite dal 2020 a questa parte.
Il ragazzo coi raptus si è calmato ed è diventato un uomo consapevole del suo ruolo sociale da artista e quindi simbolo di un concetto, nel quale molti ragazzi (la sua fanbase) trova un vero e proprio riferimento nella definizione della propria visione del mondo.
Quindi, il nayt frustrato dalla poca attenzione mediatica su di sé e per certi versi tracotante, è diventato un nayt che entra in conflitto con gli altri non per distruggere, ma per mettersi in costante dubbio e smussare gli spigoli della sua forte personalità.
Artisticamente parlando, il nayt alla costante ricerca di nuovi ghirigori metrici che potessero sorprendere sempre di più l’ascoltatore, ha riesumato il suo lato più cantautoriale e ha semplificato la sua retorica per direzionare meglio l’ascoltatore su quello che è il suo vero obiettivo da sempre, far riflettere.
Sento gran cantautorato, poi ci ingravido l’hip hop
nayt – Ci nasci, ci muori (io Individuo, 2026)
nayt è il prototipo dell’uomo decostruito della nostra epoca
William in questo momento è l’artista più vicino a Marracash che ci sia in Italia e questo disco ne è la riprova. Si incasella benissimo nell’esegesi fatta da Riccardo in occasione dell’editoriale 2024-2025, in cui individua due prototipi di rapper maschio, il Ken di borgata (Tony Effe) versus l’uomo decostruito (Marracash). Trovo, inoltre, che “io Individuo” sia un disco facilmente accostabile a “Noi, Loro, Gli Altri”, sia per la forte componente cantautoriale e musicalmente pop, sia per quella di critica sociale e della ricerca della propria identità presente in entrambi i progetti.

Marracash, reduce da “Persona”, in cui ha avuto modo di parlare di sé e di togliere la famosa maschera indossata per “Status”, ha probabilmente sentito il bisogno di mettere in relazione sé stesso con i suoi parenti, amici, colleghi e pari di specie con una sfumatura più distaccata, critica e per certi versi anche retorica.
Invece nayt pubblica “io Individuo” proprio nel periodo della sua massima esposizione mediatica, rappresenta un vero e proprio manifesto artistico fondato sulla denudazione in pubblico, una decostruzione necessaria per farsi conoscere meglio dalla quale permea una necessità di analizzarsi e analizzare la realtà dal suo punto di vista da individuo, uomo, artista quale è. In un inciso, precedentemente, ho accennato dei tanti sé di nayt, ed è arrivato il momento di spiegarvi cosa intendo, perché sarà l’ossatura dell’analisi del disco.
“io Individuo” è il dialogo tra i Sé di nayt
In psicologia il Sé è come ti pensi, come ti senti e come ti racconti. In particolare, per Hermans, il Sé è una “società della mente”, cioè una pluralità di “voci”, e ognuna possiede un insieme di prospettive e sistemi di significato, dato che ognuna parla per una singola fetta della propria identità e di tutti i ruoli che abbiamo nella vita. Partendo da qui, possiamo dedurre che queste diverse porzioni non siano sempre in totale accordo su tutti i temi. Esse entrano in conflitto, negoziano e co-costruiscono i nostri significati senza risultare nella totalità un’entità stabile.
Penso che “io Individuo” sia proprio questo: un dialogo interiore tra i vari Sé di William, che non possono per nulla essere preclusi dalla relazione con tutti coloro che entrano in contatto con la sua coscienza, dai più vicini ai più lontani. Le tracce di questo disco sono il prodotto dell’intreccio delle voci dei suoi Sé, e nessuno di essi si manifesta in totale solitudine.
A dare tridimensionalità a questo dialogo interno-esterno, troviamo in produzione 3D, ormai fidato compagno di viaggio del rapper, e Zef. La varietà dei toni musicali del disco permettono ancora meglio di intercettare la pluralità delle narrazioni intrapsichiche di nayt, che come non mai si lancia a capofitto verso una direzione più cantautoriale che strettamente rap.
Ho individuato in particolare quattro “voci” del Sé di nayt che si intercorrono per tutto “io Individuo”:
- il Sé-artista,
- il Sé-individuo,
- il Sé-maschio,
- il Sé-maschio in relazione al femminile.
Essendo il progetto un continuo incastrarsi di queste 4 “voci”, nei prossimi paragrafi vi illustrerò ognuna di esse e in quali tracce spiccano con più decisione.
1. Il Sé-artista (“Scrivendo”; “L’astronauta”)
La “voce” del Sé-artista è il lato più egoriferito, che conserva un pizzico della vecchia tracotanza che l’ha reso grande. Ѐ anche quella più critica nei confronti del sistema musicale moderno e della scena in generale, descritta dal rapper romano come solo ed esclusivamente dedita all’esaltazione del fascino della droga e dei beni materiali.
Ne consegue che il Sé-artista è la porzione di Io che permette a nayt di distinguersi dagli altri, senza sentirsi per forza di cose superiore. Nel corso del progetto nayt riflette molto spesso sul suo lavoro e sul suo ruolo, a volte innalzandosi, altre volte mettendo in dubbio i suoi mezzi e la sua originalità. Ѐ anche la parte di nayt più dedita all’osservazione da spettatore del mondo, dal quale per certi versi si astrae e cerca una distanza.
La “voce” del Sé-artista apre il disco prendendo il controllo quasi totale della traccia “Scrivendo”
Chiedo: “L’Italia è pronta?” a sentire un rapper far bella roba
nayt – Scrivendo (io Individuo, 2026)
Cambiare il mercato, superare il fascino della droga
Il pubblico è un drogato e la merce è scadente
nayt – Scrivendo (io Individuo, 2026)
Il sistema spreme un talento, non regge, si protegge sparendo
Nella terza strofa avviene una vera e propria disamina delle tematiche del disco e di tutto ciò che nutre William come artista.
Di seguito altri cenni in cui emerge il “Sé-artista” in altre tracce:
Entro a mio modo nel mainstream o può anche andare in cancrena
nayt – Ci nasci, ci muori (io Individuo, 2026)
Il mio successo non dipende dal cantare a Sanremo, huh
Chiedo dov’è il confine tra me e un altro individuo
nayt – Un uomo (io Individuo, 2026)
Tra le cose che scrivo e le cose che osservo
Gli strumenti che uso li ha già scelti qualcuno?
Ma non c’entra nessuno in questo mondo che ho dentro
2. Il “Sé-individuo”
(Ci nasci, ci muori; Prima che; Essere noi)
Il “Sé-individuo” è William in relazione con la società. Questa “voce” racchiude molte emozioni, spesso anche molto diverse tra di loro. Alterna momenti di rabbia totale a una quiete inspiegabile. William è osservatore, ma diversamente dal “sé-artista”, qui è più propenso al confronto e a parlare a nome di una pluralità, sentendosi quasi la responsabilità di rappresentare, a volte concretamente, altre volte con un po’ di illusione sul fondo (Essere noi) i gruppi sociali a cui appartiene.
Mescolandosi con le altre “voci”, il Sé-individuo costituisce il fondamento di quasi tutti gli altri. William prima di tutti gli altri ruoli, è un essere umano come tutti, e ritiene di particolare importanza dialogare sulle tematiche sociali in larga scala, passando alla rassegna l’utilizzo smodato della tecnologia e la chiusura che ne consegue, il disinteresse generale per la politica e la condizione critica del futuro per i giovani italiani.
In “Ci nasci, ci muori” la voce del “Sé-individuo” ha un ruolo preponderante, ed è in assoluto il pezzo più rap del disco. L’immagine della gabbia in cui si nasce e si muore che viene ripetuta in modo quasi litanico nel ritornello, rende bene l’idea dell’artista.
Tutto cambia, io resto fermo in questi tempi di magra
nayt – Ci nasci, ci muori (io Individuo, 2026)
Faccio proprio come tutti gli stipendi in Italia
Questa società di poveri, di servi, di cavie
C’è chi ha il pane e chi c’ha in bocca i denti pieni di carie
[…]
Nessuna azienda investe nella cultura
Nessuno Stato né un partito, nessun padre, nessuno, è assurdo
Un ragazzo scalcia, suda tanto, forse spaccia, sputa sangue
Finché raggiunge una banca e infine piange su una Lambo, uoh
L’Italia, in particolare, è vista da William come una gabbia d’oro, perché la condizione difficile in cui ci troviamo non è assolutamente paragonabile a quelle di altre nazioni. Pur avendo i nostri problemi, l’Italia è un paese privilegiato, ma dal quale a volte non è facile neanche andarsene, anche per l’esagerata pressione fiscale sulle nostre teste e le poche opportunità di emancipazione.
Lei mi chiama, mi racconta del lavoro e l’emicrania
nayt – Esistere (più di me) (io Individuo, 2026)
Le piacerebbe restare, ma in Italia è difficile restare
Ma in Italia è difficile anche andarsene
La speranza nei confronti dell’umanità dell’artista è rappresentata interamente da “Prima che”, brano partecipante a Sanremo 2026, per poi andare a sfumare interamente in “Essere noi”
Ma che cosa manca
Per essere veri, per essere noi?
[…]
Cene di amici, i bei vestiti
Feste infinite, basta infierire
Poi ci isoliamo e ci misuriamo
Con quelli che siamo davvero, davvero, davvero
nayt – Essere noi (io Individuo, 2026)
3. Il “Sé-maschio”
(Un uomo; Origini – Interludio)
Il mio amico mi chiede come trattare una ragazza
nayt – Punto d’incontro (io Individuo, 2026)
Mio nonno diceva che tra uomini non si parla
Se un cuore è di ferro, farlo uscirе è come ossidarlo
Mi chiedo se è tеnere dentro che l’ha crepato
Quando è presente il “Sé-maschio” viene fuori il lato riflessivo di William in quanto maschio italiano, quindi prodotto di una cultura prettamente patriarcale. Ѐ la “voce” che si interroga sul mondo maschile, sulle sue contraddizioni e gabbie mentali.
Il genere maschile sta andando incontro a una forte crisi identitaria e nayt offre una possibilità di riflessione per i suoi tanti fan, ponendosi come esempio di decostruzione del machismo, scrollandosi di dosso tutti gli stereotipi di genere esistenti. Emerge questo lato di William nel brano “Un uomo”. Ricordiamo che nayt per tutto il progetto non dà risposte, ma pone domande: anche in questo caso, nel brano uscito come estratto, il rapper ha l’intenzione di creare un dibattito sulla mascolinità.
Noi non parliamo, noi non sentiamo dolore
nayt – Un uomo (io Individuo, 2026)
Scegli con chi stare per conquistare un valore
[…]
C’è una madre che insegna a non restarci male
Quando un padre ti insegna come restare solo
Nelle ultime due barre riportare qui sopra nayt fa esplicito riferimento alla sua esperienza personale, in cui la mamma molto presente ha dovuto sopperire alle mancanze di un papà problematico. In molte interviste nayt ha detto di non aver mai conosciuto la sua figura maschile di riferimento, della quale non ha mai sentito spendere una parola d’odio da parte della madre.
La madre del rapper è presente in “io Individuo”, presta la sua voce per l’interludio “Origini”, traccia che fa da ponte e collegamento tra il “Sé-maschio” e il “Sé-maschio in relazione col femminile”. Nella traccia si sente la voce della donna che parla a William stesso di suo papà e di quanto effettivamente si somiglino, di quanto alla fine, pur avendola fatta soffrire, essa non riesce ad odiarlo, perché gli ha regalato la sua gioia più grande.
Non ho più ran’, non ho rancore dell’uomo che è stato e del padre che non è stato. Cioè, a me è passato perché poi alla fine mi ha dato te. E io sono così felice.
nayt – Origini – Interludio (io Individuo, 2026)
Mi piace pensare che anche in questa traccia emerga il “Sé-maschio”, perché per la prima volta in tutto il disco è passivo, non sta dialogando, ma sta semplicemente ascoltando la mamma. Ho particolarmente apprezzato come questo skit proietti per un attimo fugace l’ascoltatore nell’infanzia di nayt, oltre a facilitare l’empatia nei confronti della mamma di William.
4. “Sé-maschio in relazione al femminile”
(Punto d’incontro; Forte; Stupido pensiero; Addio xx)
Il “Sé-maschio in relazione al femminile” viene fuori a più riprese nel disco, ed è dimostrazione di quanto importi a nayt integrare nella sua arte il mondo femminile, cercando di astrarsi dalla solita narrazione della donna nel rap e risultando in un certo modo quasi un unicum nel nostro panorama nazionale su questo fronte. Ѐ la “voce” dell’Io di nayt più insicura, quella che si mette più in dubbio di tutte, disposta al dialogo con la controparte a cui spesso si rivolge. Ѐ la parte del suo Io più attenta alle reazioni dell’interlocutore e al significato da far arrivare a chi riceve.
“Punto d’incontro” è una canzone che sembra parlare ad una sola donna, ma è più plausibile che si rivolga a una donna prototipica, e quindi in generale a tutte le donne. Il brano arriva dritto dove deve arrivare proprio per le parole utilizzate e l’umiltà del rapper nel trattare un tema così delicato come la parità di genere per un uomo.
Io vorrei ascoltarti, babe
nayt – Punto d’incontro (io Individuo, 2026)
Sentire che hai da dire, fare un passo avanti
Non parlarti sopra come gli altri, adattarmi
Che forse, se ti vedo e tu mi vedi, non è tardi
Perché se ti guardo, non mi vedo così bello
Crescere con la paura di essere violento
Parlare con ragazze solo per finirci a letto
Cercare di trovare il mio valore proprio in quello
La barra sottolineata racchiude il motivo della cura nei confronti del mondo femminile da parte di William. Non vuole essere come suo padre.
Quindi dimmi se vuoi la mia vita
nayt – Punto d’incontro (io Individuo, 2026)
Cerco la parità con te
Anche se in fondo forse è vero che non l’ho capita
La figura del maschio che cerca approvazione nella promiscuità sessuale viene distrutta da quella dell’uomo disposto a partire un passo indietro alle donne quando si parla di parità. Un passo indietro che sa di passo avanti (vedi sopra). Nayt sa che potrebbe non averci capito nulla. Ed è pronto ad ascoltare. Di nuovo. Sa che ha molto da imparare.
Non mi soffermo ad analizzare gli altri brani indicati anche nel titolo del paragrafo, ma vi illustrerò di seguito delle barre nel corso del disco in cui il “Sé-maschio in relazione al femminile” prende il sopravvento.
Lei è una macchina moderna
nayt – Esistere (più di me)
Mi guarda e legge i dati
Io le piaccio perché ha un’ottica materna
Siamo rotti un po’ da dentro
Teme questo amore
Quando dice: “Vieni”, gli occhi fanno: “Fermati”
Ora sai se abbasso lo scudo cos’è
nayt – Forte (io Individuo, 2026)
Vorrei dirti: “Se hai un problema, mi ci butterò sopra”
Lo so che sei abituata a fare tutto da sola
Ci proviamo in tutti i modi finché non mi butti fuori
nayt – Forte (io Individuo, 2026)
Ti vorrei dire chi sono, visitare il fondo
Cresci in assenza di valori
nayt – Addio xx (io Individuo, 2026)
‘Sta dipendenza non è amore
Conclusioni
“io Individuo” è un disco minimal proprio come piace tanto adesso in tutti gli aspetti. Anche il titolo ha una grafia sicuramente non da lasciare al caso: la lettera piccola della “i” di “io”, a contrario della “I” di “Individuo” ci fa già intendere che in quest’opera l’artista ha voluto dare importanza a sé stesso come individuo in interazione con gli altri, piuttosto che Egli come un beniamino da venerare e celebrare.
La criticità maggiore del disco la trovo nell’apparato musicale, secondo me troppo poco identificabile come un suono personale per un artista, invece, così identitario nella scrittura ed estremamente bravo a raccontare con cognizione di causa. Comunicativamente il disco è più che riuscito, l’ho trovato particolarmente curato soprattutto nel ruolo che ogni parola occupa, un progetto ben pensato per fornire ai neofiti della sua musica un primo abbozzo del suo repertorio.
Quello di nayt è un io che sa quando deve prendere il sopravvento e quando non è bene farlo, pur palesando più di qualche contraddizione. Ѐ un male? Assolutamente no, nayt sa di essere un plurale di ruoli racchiuso in un solo corpo, sa di essere oscillante, di esser composto da momenti. E va bene così. Un punto d’incontro in mezzo a tanta alienazione.
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