“Come gli individui esternano le loro vite, così essi sono. Ciò che essi sono coincide dunque con la loro produzione, tanto con ciò che producono quanto col modo come producono.”
(Marx, 1970:42)
Macello, al secolo Giacomo Bosi, è un rapper classe 2001 originario di Bologna, qua di seguito verrà affrontato “PENSIERI CATTIVI”, il suo album d’esordio dopo vari singoli e collaborazioni ed un EP, “Secondo Trimestre”, uscito nel 2023.
Quando un disco presenta più strati
“PENSIERI CATTIVI” predispone l’ascoltatore su due diversi piani d’ascolto: il primo, più canonico e rivendicato dallo stesso artista è quello più carnale, dove l’ostentazione della sostanza stupefacente diventa culto di quest’ultima.
In questo piano Macello trasporta l’ascoltatore nella sua traphouse in centro a Bologna e lo inebria a tal punto da non rendere più possibile distinguere i fumi degli spinelli dagli spiriti degli amici defunti.

All’interno di quest’ambiente dove tutto ciò che può portare ad un senso di salvezza viene disprezzato e preso in giro riecheggia fortissimo il “NO FUTURE” simbolo del Punk ‘77, ma questo grido ha una declinazione diversa. Come i Punk il gruppo di Macello si arrende ad un’alienazione, perdendosi tra i contorni di una forma che è a loro estranea (Dick Hebdige, 1979), ma piuttosto che non vedere un futuro per il mondo, non lo vedono per loro all’interno del mondo che percepiscono come stabilito, reagendo a questo con un para-suicidio collettivo facente uso delle droghe come moderni cappi esteticamente codificati.
Questo insistere sui narcotici ha due caratteristiche stilistiche che puntano a legittimare la ricorrenza all’interno dei testi, la prima è un’assenza di romanticizzazione del disagio, le sostanze vengono sempre trattate come vettori di morte a cui l’artista ricorre proprio alla ricerca di quest’ultima:
“Vo-Voglia di uccidermi o di drogarmi
Macello – Uccidermi/Drogarmi (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Voglia di uccidermi drogandomi”
[…]
Mischio gli antidepressivi col Jack Daniel’s al miele o alla mela
Tanto non c’è differenza, mi importa solo di accorciarmi la vita”
“Io me ne sbatto i coglioni delle droghe leggere
Macello – Tilt (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Ketamina e visualizzo il mio cadavere freddo”
La seconda invece è anticipataria nei confronti delle critiche che questo genere di musica porta, cercando legittimazione attraverso modelli già canonizzati che hanno fatto del monotematismo programmatico la loro forza, Quavo dei Migos su tutti:
“Tutti dicono che dico le stesse cose, verissimo (Vero)
Macello – Uccidermi/Drogarmi (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Non vi dovete permettere
Sono il maggiore esponente dei Migos (Yeah)
Quavo Huncho,
la bamba oramai me la lanciano”
“Bravi a fare le canzoni, ma di più a spingere i pezzi
Macello – DDW (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Sono Quavo dei Migos, Kaiser Pitta è Takeoff”
Non è assente comunque il tema dell’automedicazione, più diffuso nelle correnti emo piuttosto che in quelle punk o più strettamente hip hop:
“Abbiamo tutti dei problemi psichiatrici
Macello – BENITO E CLARA + ALBANO E ROMINA (PENSIERI CATTIVI, 2026)
E li stiamo risolvendo con l’ecstasy”
Quest’ultimo tema si discosta dagli altri due, più significativamente che stilisticamente, perché presuppone la possibilità di “risolvere” i problemi e qua parte il secondo piano d’ascolto: quasi ogni subcultura nasce in avversione al canone, come ci dice Stuart Hall è nell’intersezione tra la cultura parentale locale e le istituzioni di mediazione che nascono le subculture giovanili (Stuart Hall, 2017), lo stesso hip-hop è permeato dalla pretesa di aver spogliato il mondo di qualsiasi illusione sentimentale e di averlo mostrato per “quello che è”: una guerra hobbesiana di tutti contro tutti, un sistema di sfruttamento perpetuo e criminalità generalizzata(Fisher, 2009).
La declinazione che Macello ne offre però si discosta dal determinismo atavico tipico dei movimenti novecenteschi: dal punk al mod, fino all’hip-hop passando per gli skinhead, si accosta piuttosto al romanticismo ottocentesco, quello del romanzo di formazione, dove dopo lo Sturm und Drang della gioventù si giunge ad una pace interiore attraverso l’adesione ai canoni prestabiliti o, come nel caso in questione, un sacrificio romantico che innalza l’uomo a eroe legittimando agli occhi dei padri le scelte “sconsiderate” della gioventù.
“Forse un giorno quando sarò morto
Macello – Forse Un Giorno (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Spero che di notte qualche ragazzino
Pisciando per terra da ubriaco
Guarderà una stella e gridi il nome mio”
“Vivere di musica, fratello, te lo immagini?
Macello – Investimento A Lungo Termine (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Se soltanto ci penso, giuro, mi vengono i brividi”
E gli affetti ne diventano il centro
Il rigetto verso le istituzioni si limita a quelle che detengono il “monopolio della forza fisica legittima” (Max Weber, 1921), quindi a quelle statali e parastatali, esentando quelle familiari, le quali sono al contrario dipinte come preziose e fondative.
In questo nodo sta il cortocircuito di Macello, pur agendo in modo consapevolmente dannoso, guarda con riguardo le figure genitoriali e familiari, non delegittimando il loro insegnamento ma ignorandolo, dispiacendosi, in nome di un’ideale o di uno stile di vita.
“ Porto nel cuore mio padre (Muah)
Macello – DA SOLO (CON LE MIE AIRFORCE) (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Mia madre (Ma’), il mio gatto (Vi amo)”
“Gi-Gigi Bosi è solo il nome di mio padre
Macello – Tilt (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Ogni volta che riscaldo un cucchiaio penso “Poverino”
Lu-Lui desiderava un figlio laureato
Invece io c’ho il fegato ingiallito e tuta dei Toronto Raptors, Lakers”
Secondo Spinoza, Dio non proibisce ad Adamo di mangiare la mela perché l’atto è sbagliato; lo fa perché la mela potrebbe avvelenarlo e, per dirla con Žižek, “avere conseguenze nocive sulla sua salute”. Per Žižek questa è una drammatizzazione della fine della funzione del Padre: un’azione non è sbagliata perché l’ha detto papà; papà dice che è sbagliata solo perché compiere tale azione si rivelerà dannoso per te.(Fisher, 2009)
Questo concetto ritorna in Macello ogni volta che va a nominare un membro della propria famiglia, non c’è mai avversione o risentimento, quanto gratitudine o comunque rispetto.
“Non mi tiro la *sniff* perché rispetto mia madre”
Macello – DA SOLO (CON LE MIE AIRFORCE) (PENSIERI CATTIVI, 2026)
“ Un bacio a mia sorella, mio padre e mia madre
Macello – Forse Un Giorno (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Non mi serve un milione di euro”
Stesso trattamento viene riservato ai suoi amici, colleghi e non, nominati più volte all’interno dei testi.
“Amo tutto questo, amo i miei amici
Macello – Forse Un Giorno (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Ai quali dedico la mia intera esistenza
Ale, Tommy, Fiore, [?], Macchia
Sandro, Cala e Anto, sangue del mio sangue
Elo, Pacco, Iva, LVX, Beretta
Kaiser Pitta e Filippo 18K
Livia, Sara, Nadia ed Elena”
Un discorso, restando nella sfera semantica degli amici, va fatto per Jordan Jeffrey Baby, al secolo Jordan Tinti, amico prima che collega del nostro, toltosi la vita il 12 Marzo 2024. Lo stesso Macello nella traccia elenco sopra citata gli dedica una quartina piuttosto che la sola menzione (Dal giorno in cui se n’è andato Jordan / Per me il mondo non è più lo stesso / No che non sei mai morto davvero / Ti vedo negli occhi di papà Roberto) e decide di chiudere il disco con “Cocaine RMX”, rifacimento dell’omonimo brano dell’artista di Bernareggio nel quale Macello omaggia l’amico e da un’ulteriore chiave di lettura alla narrazione nichilista che permea tutto il progetto.
“Quando mi viene voglia di soffrire
Non mi sento mai solo, è come fossimo insieme
Sopra il muro di una cella grigia senza finestre
Hai scritto “L’odio vince sull’amore” (Ti amo)
Ma certe cose durano per sempre
I tuoi modi di fare, l’odore della tua pelle[…]
Macello – COCAINE RMX (PENSIERI CATTIVI, 2026)
E per quanto sia già chiaro che ‘sta vita non ha senso
Io comunque la mia te la dedico, ci vediamo presto”
Un’ultima chiave di lettura del progetto, prima di dedicarci ad elementi più strutturali, sta nell’utilizzo semiotico che viene fatto all’interno dei brani delle sostanze stupefacenti. Spesso la droga non è altro che il significante laddove la stessa musica è il significato, lasciandoci l’immagine di un Macello nella sua cantina a Bologna che taglia brani e che poi spaccia canzoni in piazza a Milano.
Quando il nome diventa una risorsa
“Voglio la mia cocaina dentro tutti i vostri nasi
Macello – Pensieri Cattivi (PENSIERI CATTIVI, 2026)
E, se non hai ancora capito, intendo musica nelle tue orecchie
[…]
Vuo-Vuo-Vuo-Vuoi vedere come con ‘sta merda grezza cambio la mia vita”
Il nome di Macello, Giacomo Bosi, viene nominato, nelle sue varie declinazioni (Gigi Bosi, Er Giaigiax, er Giao, Giacomo… etc ) 41 volte in 11 brani, privilegiando la formula “Gigi Bosi detto Er Giaigiax”.
Nell’hip hop è una pratica estremamente inflazionata quello di nominare spesso il proprio nome accostandolo ad un nomignolo o costruendo su di esso la punchline, ne sono maestri nella scena nostra Guè o Ernia, ma l’ossessività con cui lo ripete Macello va a dare una riconoscibilità ed una personalizzazione ad i brani notevole.
“Gigi Bosi, sono io davvero”
Macello – Forse Un Giorno (PENSIERI CATTIVI, 2026)
“Io sono Gigi Bosi, un cazzo in mezzo alle palle”
Macello – Investimento A Lungo Termine (PENSIERI CATTIVI, 2026)
Pur parlando “sempre di quello” e ripetendo ossessivamente lo stesso concetto, Macello risulta un’artista estremamente riconoscibile ed identitario, complice anche l’utilizzo del linguaggio internet che condivide con molti suoi colleghi, su tutti 18K (qua presente in due brani), ben ibridato allo slang hip hop.
Altro elemento di riconoscibilità che getta un altro ponte di contatto con i Migos è l’utilizzo di un Filtered Sine con LPF su frequenze molto alte, il famoso “Whistle Lead” reso celebre da Wheezy. A questo vengono accostate, come i canoni della trap impongono, percussioni molto minimali, dove l’808 distorto domina e va a spingere soprattutto nell’inizio delle strofe, giocando con le ripetizioni semantiche e le contratture che Macello usa molto. A produrre il disco troviamo quindi: LVX, D.O.D., Ed Mars, 4997, D/Rose e Mr. Monkey.
Conclusioni
“PENSIERI CATTIVI” è un disco d’esordio molto quadrato che nel proseguire con gli ascolti si è rilevato una matrioska molto più stratificata di quanto ci si potesse aspettare, che nella bambola più interna non nasconde una bustina di cocaina come parrebbe promettere all’inizio, ma lo stesso Gigi Bosi (Tassativamente detto Er Giaigiax).
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